San Lorenzo da Brindisi (Biografia)

Giulio Cesare Russo nacque a Brindisi il 22 luglio 1559. Rimasto presto orfano di padre e di ma-dre, venne a Venezia, dove uno zio prete era parroco di S. Giovanni in Bràgora e dirigeva una scuola. Qui conobbe i Frati Cappuccini che vivevano alla Giudecca, presso la Chiesa di S. Maria degli Angeli (ancora oggi visibile). Il 18 febbraio 1575, a Verona, indossò l’abito cappuccino e iniziò il noviziato assumendo il nome di f. Lorenzo da Brindisi. Il 24 marzo 1576 emise la professione religiosa. Compiuto il corso teologico prima a Padova e successivamente alla Giudecca, fu ordinato sacerdote il 18 dicembre 1582 dal patriarca Giovanni Trevisan. Ma già da diacono aveva predicato con successo la quaresima quotidiana a S. Giovanni Novo, presso la basilica di San Marco. Dotato d’acuta intelli-genza e di formidabile memoria, fin da giovane chierico aveva imparato a memoria tutta la Bibbia, nei testi originali: aveva infatti appreso il greco, l’ebraico e l’aramaico. Fu un predicatore nato, ricercato e stimato. Saliva il pulpito sempre con la Bibbia in mano. Nominato direttore e insegnante dei giovani frati alla Giudecca, aveva come unico testo le Scritture, di cui faceva l’esegesi e dalle quali ricavava i temi teologici sulle verità di fede.L’obbedienza lo portò ad accettare diversi incarichi come Ministro sia della Provincia di Venezia, sia di altre Province (Toscana, Svizzera…). Servì l’Ordine cappuccino come Ministro generale dal 1602 al 1605, ma è soprattutto come predicatore e inviato papale che Lorenzo ebbe modo di manifesta-re le sue eccelse virtù oratorie e la capacità teologica: andò in Austria, in Baviera, in Boemia per conte-nere la diffusione delle tesi protestanti, sempre con la Bibbia in mano. Scriveva le prediche, le contro-versie, le lezioni. La sua Opera omnia, stampata in 10 volumi, fu la base del suo inserimento tra i maestri della fede col titolo di “Dottore Apostolico”. Ritornò a Venezia nel 1616, dove la pace e la preghiera del convento costituivano solo una parente-si tra le diverse missioni diplomatiche che la Santa Sede gli affidava. Lorenzo fu un autentico mistico. Le sue Messe duravano due-tre ore, ma ottenne dal papa Paolo V la facoltà di poterle prolungare a volontà: giungeva anche a 8-10 ore. L’inserviente fr. Adamo assicurò che aveva apparizioni e visioni durante la celebrazione della Messa. Chiamato a portare concordia e pace nel Regno di Napoli, raggiunse la corte del re di Spagna Filip-po III, che allora si trovava a Lisbona il 25 maggio 1619. Stremato dalle fatiche, dopo aver incontrato il sovrano, profetizzò la propria morte imminente. Il 22 luglio 1619, nel giorno del suo sessantesimo compleanno, Lorenzo morì a Belem (Portogallo) e il suo corpo fu trasportato a Villafranca del Bierzo (Galizia – Spagna), dove fu tumulato nella chiesa del monastero delle Francescane scalze. Fu beatificato nel 1783 da Pio VI e canonizzato nel 1881 da Leone XIII. Il 19 marzo 1959, con la Lettera Apostolica Celsitudo ex humilitate, il papa san Giovanni XXIII concedeva al santo cappuccino Lorenzo da Brindisi il titolo di Dottore della Chiesa.

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